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Luca Rigoldi vs Oleksandr Yegorov

La Foto del Giorno

La passione per i treni é cosa antica. Forse é stato ineluttabile per un bambino degli anni 60 provare emozione per queste enormi macchine di acciaio, legno e vetro, capaci di muoversi provocando un grande rumore che “puzzava” di olio bruciato, di elettricità e di fabbrica. Forse guardando quelle grosse macchine seguite da vagoni immaginavo il progresso, il futuro.
Poi, più grande, è arrivata la fotografia a rapirmi, ad assorbire tante energie ed a farmi diventare quello che sono.

Qualche anno fa un caro amico mi ha confessato di essere anche lui preso dai treni, dai treni a vapore in particolare, e di far parte di un’associazione “Società Veneta Ferrovie” di appassionati che operava in Veneto ed aveva un grosso progetto in attesa di essere approvato e finanziato dalla comunità europea. Il progetto riguardava il ripristino e la messa in funzione di una gloriosa locomotiva a Vapore , la 880.001, e la costituzione di un Treno Storico della Valbrenta/Valsugana. Così sono andato a vederla, nel Deposito Locomotive di Primolano, nel comune di Cismon del Grappa.

E così é scoppiato l’amore. Una macchina stupenda, tutta nera, tutta lucida ed assistita dalle cure amorevoli dei componenti l’associazione. A me é venuto subito in mente di fotografarla ma non sapevo come. Non volevo ripetere le mille e mille foto che turisti e fotografi le hanno dedicato nel tempo. Così ho aspettato.

Il tempo é trascorso ed io ho incontrato sulla mia strada il Light Painting, una straordinaria tecnica di illuminazione fotografica in cui un fascio luminoso viene indirizzato solo nei punti che si vuole illuminare durante una lunga esposizione ed un ambiente decisamente buio. Ed il fascio luminoso, che può essere di volta in volta modificato nella forma, nel colore e nella potenza, viene usato come un pennello con cui si dipinge luce.

Quindi ho pensato che sarebbe stato molto bello riuscire a realizzare alcune fotografie alla splendida macchina a vapore ed a tutto il treno nella magnifica cornice della rimessa di Primolano dove il treno intero è conservato.
Però mi serviva un tema, una storia da raccontare. La foto della locomotiva da sola era pur sempre un esercizio assolutamente importante ma fine a se stesso. Volevo la storia.
Una storia coerente e forte, ma romantica. Mi sono lasciato andare ai ricordi di tanti film visti in televisione in cui ad un certo punto c’è una scena di addio o di incontro sulla scaletta di un treno. Ho pensato a Il Ferroviere di Pietro Germi, a Il Signor Max di Mario Camerini, a scene di loro film ambientate sul marciapiede di una stazione ferroviaria.
Quindi ho pensato di fotografare i due protagonisti mentre si salutano sulle scalette del treno, la foto madre, e l’ho pensata in Light Painting provando l’emozione di sentirmi improvvisamente come l’autore di una storia che si affida non tanto alla sua macchina fotografica quanto piuttosto alla possibilità di usare la luce in modo assolutamente personale, nascondendo e mostrando, aumentando o meno l’aspettativa di chi guarda.
La stessa emozione l’ho provato assegnando ai due protagonisti un ruolo “attoriale” ed un atteggiamento in divenire. Lui doveva apparire timido all’inizio, servizievole, e poi sempre più deciso, sempre più l’ Amedeo Nazzari della situazione. Intraprendente e perfino spaccone alla fine, quando si vanta parlando con il suo amico della conquista appena fatta.
Lei doveva essere riservata all’inizio, avere quasi un atteggiamento di sufficienza nei confronti del povero macchinista che cerca di attaccare bottone con lei. E poi mostrarsi cedevole alle lusinghe ed alle chiacchiere di lui.
Una storia piccola, quasi un “divertissement”, giocata in uno scenario assolutamente perfetto, un sogno ad occhi aperti per quel bambino degli anni 60.